venerdì 5 luglio 2013

La MAGIA della Ri-Lettura




Quanti di noi ancora ricordano gli arcigni insegnanti che quando chiedevamo di spiegarci un brano, un passaggio o un concetto che non avevamo capito ci rispondevano:

Lo hai Ri-letto?

Rileggilo con più attenzione!

Lascialo e dopo qualche tempo leggilo ancora una volta.

Se dopo di ciò ancora non è chiaro possiamo Ri-Leggerlo assieme!

                 Poi siamo cresciuti, abbiamo conquistato la nostra ‘posizione’ lavorativa di cui conosciamo tutto ed abbiamo perso l’abitudine a Ri-Leggere.

Se questo, per la quotidianità del nostro lavoro è stato possibile, non è stato altrettanto utile per inserire dosi consistenti di innovatività nelle nostre attività.

                Ciò è dovuto ad almeno due cause:

A.      difficoltà ad essere incuriositi da argomenti che gravitano fuori dei nostri stretti interessi;

B.      difficoltà a percepire, recepire concetti inusuali rispetto a quelli quotidianamente utilizzati.

Talvolta però accade l’imprevedibile:
  1. ci imbattiamo in una pubblicazione, articolo, libro etc…
  2. lo leggiamo, sentiamo in diversi passaggi una sensazione strana di piacere, interesse stimolo…
  3. ma non sappiamo bene cosa sia;
  4. né ciò che è espresso riesce a superare la ‘barriera protettiva’ della nostra sfera di competenza;
  5. abbandoniamo il documento e torniamo nella nostra vita quotidiana;
  6. di tanto in tanto alcuni termini, cui precedentemente non avevamo mai dato importanza, né ci sembrava di aver mai sentito, si ripropongono ripetutamente nei nostri ascolti o letture;
  7. dopo diverso tempo, molto spesso per caso, ci ritorna tra le mani il documento che ha attivato il processo;
  8. lo rileggiamo e…
  9. come per incanto di fronte a noi si aprono ampie praterie di risposte, di idee, di soluzioni…

         Perché è accaduto tutto questo?

         E’ per caso?

         Possiamo farlo diventare un metodo?

CERTO!

 Gli elementi cardine del metodo sono:
 
         A.      Curiosità
         B.      Lettura Attenta
         C.      Lievitazione
         D.      Serendipità
         E.       Ri-Lettura


   
  A.      Curiosità
Siamo sempre curiosi, viviamo con interesse la nostra vita, non solo quella lavorativa, ma anche quella sociale e quella che riguarda ambiti completamente distanti dalle nostre competenze.

      B.      Lettura Attenta
Senza preoccuparci di non riuscire a comprendere, fino in fondo, o a primo impatto:  significato, obiettivi, effetti etc… di ciò che leggiamo o ascoltiamo; tuttavia facciamolo con il nostro massimo impegno

      C.      Lievitazione
Come per il buon pane, una volta impastato, lasciamo ‘fermentare’, al riparo di correnti ed intemperie, nella nostra ‘madia più pregiata’…

       D.      Serendipità[1]
A questo punto entra in funzione la Serendipità. Cosa sarà mai questo elemento?

E’ quella attitudine che ci permette di fare nuove scoperte mentre si cerca altro. Possiamo collocare tale modalità nell’ambito dell’Acquisizione passiva (being aware)  , che rappresenta una  delle 4 modalità con cui acquisiamo informazioni; anzi è quella per mezzo della quale ne acquisiamo di più!

Un piccolo esempio può aiutare a comprendere meglio: quando vogliamo cambiare auto, dopo aver vagliato diversi modelli, ci orientiamo su un tipo in particolare. Da quel momento sarà un continuo vedere auto della marca o del tipo che abbiamo scelto. La stessa cosa accede con i concetti.

      E.       Ri-Lettura
A questo punto dopo che il ‘lievito’ serendipità ha contribuito a far crescere l’impasto che avevamo conservato nel nostro armadio prezioso non resta da fare altro che : RI Leggere



A questo punto sarà come entrare in un nuovo mondo, attraversare uno specchio che, utilizzando tutto ciò che conosciamo, ci mostra soluzioni, idee, metodi completamente nuovi, interessanti, efficienti….






Tutta qui la MAGIA della Ri-Lettura!! 


 



[1] La capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, spec. in campo scientifico, mentre si sta cercando altro. (dizionario Treccani.it)

sabato 29 giugno 2013

DNA Innovativo : Applicazioni Pratiche





A conclusione di questo breve ciclo di riflessioni dedicate alla ricerca del ‘DNA innovativo’ sarebbe interessante scambiare alcune considerazioni su due  situazioni che, partendo da presupposti simili offrono atteggiamenti e risultati diversi.

Ambiente A

Struttura direzionale di una Grande Azienda.

Ambiente B

Azienda Pubblica di servizi attiva nella Politica Culturale, che ha come mission la formazione di risorse adeguate ai fabbisogni nazionali.

La nostra riflessione, senza entrare nelle scelte politiche assegnate alle organizzazioni in esame dovrebbe  analizzare atteggiamenti e risultati collaborativi tenuti all’interno degli Ambienti e le connesse conseguenze operative e produttive.



In entrambi gli ambienti si registra la presenza di professionalità provenienti da aree tecnico-culturali estremamente ampie (economia, finanza, ingegneria, scienze politiche, giurisprudenza, lettere, filosofia, fisica etc…).

Da una rapida osservazione esterna si nota che nella situazione (A) i professionisti utilizzano gli stessi strumenti che sistematicamente vengono integrati ed aggiornati, migliorati, adeguandoli alle necessità, a valle delle esigenze che ciascun utilizzatore incontra e attraverso i reciproci suggerimenti scambiati tra colleghi. Una sorta di WEB 2.0 ante litteram. Si svolgono frequenti incontri informali tra professionisti appartenenti ad aree diverse, finalizzati a comprendere le specifiche problematiche.

Nella situazione (B), invece, non sembrano esserci né scambi né contatti tra i vari professionisti. O meglio, gli incontri che esistono in maniera molto più cadenzata ed organica, non   riguardano gli strumenti utilizzati, il loro funzionamento e l’eventuale adeguamento/miglioramento. Si concentrano sulle problematiche burocratiche che governano la produzione della documentazione richiesta all’ambiente in cui operano, al solo scopo di predisporre una documentazione ufficiale utilizzabile in caso di ‘necessità’[1].


Gli incontri tendono ad essere solo ‘formali’, quelli informali finalizzati ad una comprensione delle reciproche problematiche sono pressochè assenti. Tali attività non sono né previste né sollecitate, né, tanto meno, perseguite dai professionisti operanti in questo ambiente.



Si potrebbe continuare a lungo nell’analisi, ma con gli elementi posti possiamo già provare a trarre qualche considerazione.

Una prima riflessione da fare è quella indotta dal percorso appena effettuato riguardo ai ‘talenti’ dell’Innovatore. Sembra piuttosto chiaro che l’ambiente di tipo (B) non offra molte possibilità di sviluppo di detti ‘talenti’.

Anzi l’accento posto sulle problematiche burocratiche induce ad esaltare un atteggiamento di salvaguardia individuale che porta a porre in secondo piano la ricerca di Miglioramento ed Innovazione.

Porta al contrario all’esaltazione di un atteggiamento individualistico che è l’esatto contrario della collaborazione necessaria allo Sviluppo.

Una considerazione immediatamente collegata alla precedente è quella che riguarda la corretta utilizzazione delle competenze nell’ambito della fornitura dei servizi.

Un ‘erogatore di servizi’ dovrebbe sempre chiedersi, infatti, se le expertise dei dipendenti sono in linea con i loro compiti.

Spesso i professionals si lamentano di dover dedicare molto tempo e spazio mentale ad attività che non richiedono le loro competenze tecniche, e quindi potrebbero essere svolte da figure professionali con altre qualifiche.

Molti sono gli esempi, soprattutto in campo medico e nelle aree dei paesi sottosviluppati, dove l’ ottimizzazione dell’assunto ha portato grossi benefici alla popolazione; tali benefici sono spesso associati anche a consistenti risparmi economici. (HBR n°12 2012 pag 56)



A vostro avviso, nella realtà, esistono ambienti di tipo (B)? Potreste fare qualche esempio?

Quali altre osservazioni e suggerimenti possono essere effettuate ?

Proviamo a scambiarci qualche idea, proviamo a vedere cosa ne scaturisce; magari accanto a “migliaia di esperimenti non riusciti” si riesce ad individuare anche qualche soluzione INNOVATIVA, applicabile immediatamente…



[1] Problemi giuridico-burocratici

mercoledì 26 giugno 2013

Incontrare 'IDEE': NETWORKING

     La grande fortuna che i 'social network' stanno sempre più incontrando è legata al fatto che coloro che li frequentano cercano in questi strumenti la possibilità di 'vendere' se stessi, sia dal punto di vista sociale che da quello professionale.
     Al contrario, gli INNOVATORI, vogliono incontrare persone per ampliare le proprie conoscenze; per questo cercano persone portatrici di idee e prospettive diverse.

sintesi da: il DNA dell'Innovatore - HBR 1/2 - 2010
Una chiara manifestazione di questo comportamento emerge da quanto  Ken Bowen fondatore di CPS (produzione di ceramica innovativa) ha fatto affiggere negli uffici della sua azienda:



      Il quadro dello schema soprastante relativo al "Sincretismo Industriale" riporta anche un piccolo esempio di come esperienze provenienti da settori assolutamente distanti possano essere utilizzati per realizzare prodotti altamente innovativi in altri settori.

     Sono riflessioni come queste che hanno contribuito e rafforzato l'idea di TeknoCafè prima e successivamente di e-TeknoCafè, ma purtroppo, non sembra sia facile trovare qui da noi una classe imprenditoriale in grado di accogliere con favore certe considerazioni.
     Sono assurde? Banali? Fantastiche? Irreali? o cos'altro?
Anche questo scambio potrebbe portare a soluzioni innovative, magari solo di coinvolgimento, e successivamente di SVILUPPO!

lunedì 24 giugno 2013

Esperimento -> Risultato -> Apprendimento Innovativo

"non ho fallito,

 ho solo trovato diecimila soluzioni

 che non funzionano!" 

 questo soleva dire Edison...

   Scott Cook (intuit) sembra dare una interpretazione ancora più attuale a questo aforisma quando afferma:

  "La nostra cultura ci mette in condizioni di accettare un gran numero di insuccessi come fonte di apprendimento. (questo) E' ciò che separa una cultura dell'innovazione da una normale cultura aziendale"

sintesi da: il DNA dell'Innovatore - HBR 1/2 - 2010


Molti altri grandi innovatori sono soliti ricordare il loro modo di operare finalizzato a costruire esperienze interattive tentando di provocare reazioni non ortodosse per capire quali indicazioni possono emergere. I metodi sono tanti e molto diversi, nella figura ne riassumiamo alcuni, ma l'importante è:

'stressare' la realtà
per osservare i risultati
e
trarre soluzioni nuove,
soluzioni vincenti.

...quindi non ci stanchiamo di sperimentare perchè tra 'diecimila soluzioni che non funzionano' potremmo sempre trovare quella vincente!


giovedì 20 giugno 2013

OSSERVARE (con Attenzione & Curiosità)



GUARDARE
1   Dirigere gli occhi, fissare lo sguardo su qualche oggetto (non include necessariamente l’idea del vedere, in quanto si può guardare senza vedere, così come si può vedere qualche cosa senza rivolgervi intenzionalmente o coscientemente lo sguardo)

VEDERE
       Percepire stimoli esterni per mezzo della funzione visiva.

OSSERVARE
3   Guardare, esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizî e considerazioni di varia natura:

sintesi da: il DNA dell'Innovatore - HBR 1/2 - 2010
    Abbiamo riportato le definizioni che il vocabolario dell'Enciclopedia Treccani,relative a tre verbi che talvolta utilizziamo, in maniera alternativa, per farci aiutare nella riflessione.

    Come è facile capire il termine 'Osservare' ha una valenza di portata significativamente superiore rispetto ai più correnti 'guardare' e 'vedere'. 
Gli esempi riportati nel grafo aiutano ulteriormente a mostrare come questo preciso comportamento/atteggiamento abbia strette relazioni con la creatività e l'innovazione.

   Da oggi in poi non guardate ciò che accade attorno a voi, non vedete la vostra azienda, ma osservate con attenzione e curiosità, tutto ciò che accade dentro e fuori la vostra azienda, in breve le vostre idee si moltiplicheranno e le soluzioni saranno di molto superiori agli stessi problemi....